|
Area Saccal, piazza mercato,
rotonde non rotonde: occasioni mancate di
dialogo tra cittadini e Amministrazione.
Ancora sull’ultimo numero di "Partecipare" un
cittadino si lamenta di come vengono gestiti i
grandi progetti che cambiano il volto di
Rescaldina. Qualcuno dirà che la voce dissonante
è sempre quella di tale Ettore Gasparri, qualcun
altro penserà che sono parole sacrosante che
finalmente qualcuno ha il coraggio di
pronunciare, ma la verità è che diversi articoli
apparsi negli ultimi tempi dicono sempre la
stessa cosa: i cittadini sono esclusi dalle
scelte importanti dell’Amministrazione
rescaldinese. Io sogno (noi sognamo, perché siamo
in tanti) un paese dove non esista la politica
della delega, per cui un politico una volta che
è stato eletto per cinque anni può fare ciò che
vuole, perché tanto poi i cittadini lo
premieranno o puniranno con il voto. La politica
del “contratto con gli italiani” ha l’unico
effetto di disaffezionare i cittadini, perché
tanto chi vince può fare ciò che vuole. Quella
adottata finora, purtroppo anche nel nostro
paese, è la politica del "chi vince governa"
evitando qualsiasi confronto, perché tanto ha già
vinto quello elettorale. Rescaldina sta diventando sempre più distratta,
un paese dove la “partecipazione” è solo una
astrazione; segnali recenti e preoccupanti sono
state la serie infinita di elezioni a vuoto per
il comitato di gestione della biblioteca e per
il comitato di redazione di Partecipare. Qualcuno dirà che ogni tentativo di
coinvolgimento dei cittadini a Rescaldina è
destinato a fallire perché alle riunioni
pubbliche, quando si fanno, c’è sempre meno
gente, perché anche chi viene è distratto o
inutilmente polemico, ma nessuno si chiede come
mai un paese che nel passato ha fatto della
partecipazione la sua bandiera sia oggi così
“addormentato”? Io penso che da tempo non vengano più dati seri
segnali ai cittadini che la loro opinione è
importante, i rescaldinesi vengono coinvolti per
le inaugurazioni ma mai per le progettazioni, i
rescaldinesi vengono invitati a festeggiare solo
le idee di qualcuno e mai le proprie. Che bello sarebbe vivere in un paese dove tutti
siano coinvolti nella gestione della “cosa
pubblica”. Dove gli oratori, le scuole e le
società sportive possano prendere parte alla
gestione delle politiche giovanili. Dove
parrocchie, scuole e servizi sociali lavorino a
stretto contatto non solo nella gestione delle
emergenze, ma anche nella loro prevenzione. Che
bello sarebbe se i bambini potessero dire la
loro sulla realizzazione dei parchi gioco, gli
anziani sulla posizione del mercato e così via. Una politica di questo tipo non sarebbe un
tentativo di scaricare le responsabilità di chi
è scelto per gestire l’Amministrazione comunale,
ma sarebbe un continuo mettersi in gioco, un
continuo confronto con le idee di chi vive la
città e ha il diritto di volere che i soldi
pubblici siano spesi per il meglio. Penso che solo mettendo in moto un meccanismo di
questo genere si possa rendere più vivibile, più
vissuto, più accogliente il nostro paese.
Esistono città anche più grandi
della nostra Rescaldina dove una gestione di
questo tipo è all’ordine del giorno. E allora
perché da noi non deve mai potere cambiare
niente?
Michele Cattaneo Vivere Rescaldina |