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L’atto di
indirizzo, approvato dal Consiglio Comunale
nella seduta del 22 febbraio, va sicuramente
nella direzione auspicata dal legislatore
(decreto Ronchi e successive leggi nazionali e
regionali) anche se nulla viene fatto a monte
per impedire una produzione spropositata di
materiale di imballaggio e confezione e nella
direzione di una maggiore responsabilizzazione
degli utenti che possa consentire il riciclaggio
ed il recupero dei rifiuti. Va altresì
sottolineato che poco viene fatto per fornire
agli utenti, che sono poi tutti i cittadini, una
corretta informazione sul problema in generale,
sulle modalità di contenimento della produzione
di una crescente quantità di rifiuti e sulla
loro destinazione finale tant’è generalizzata
nell’opinione pubblica la convinzione che una
volta attivata la raccolta differenziata tutto
finisca poi indifferentemente o in discarica o
nell’inceneritore. A questo
modo di operare non si è sottratta neppure l’A.M.G.A. che, al di là delle istruzioni operative
fornite agli abitanti delle zone interessate
alla sperimentazione, non ha promosso per tempo
una seria e puntuale campagna di informazione a
tutta la cittadinanza per invitarla a quella
collaborazione necessaria al successo della
sperimentazione e propedeutica all’introduzione
generalizzata del nuovo sistema. Da qui
discendono gli inconvenienti verificatisi, e che
continuano a verificarsi, per cui molti degli
abitanti residenti nelle zone di sperimentazione
continuano a conferire i rifiuti nei cassonetti
che trovano lungo il loro abituale percorso
(abbandonandoli anche al di fuori degli stessi)
creando delle situazioni veramente dannose per
altri cittadini e soprattutto per l’immagine
della Città. Questo
fenomeno – l’EFFETTO BORDO – è aggravato
dall’abbandono dei rifiuti da parte di cittadini
dei Comuni contermini che ci è stato detto
essere costato per il conferimento al Consorzio
di smaltimento qualcosa come 100.000 Euro
l’anno. Aggravio
non di poco conto e per il contenimento del
quale nulla è stato fatto o si è cercato di
fare. Sicuramente
a regime si riuscirà ad evitare questo maggiore
esborso che andrà a compensare i maggiori costi
del nuovo sistema di raccolta; sicuramente,
anche per il passaggio da Tassa a Tariffa, i cittadini
legnanesi non godranno di alcun risparmio mentre
avranno maggiori problemi di organizzazione
domestica e qualche disagio in più.
Cerchiamo almeno
di coinvolgerli in una scelta che se da una
parte creerà loro qualche problema dall’altra
potrà farli sentire partecipi di un
miglioramento qualitativo di carattere generale
che allo stato non sembrano avvertire se è vero
com’è vero che, al di là dei risultati
dell’inchiesta telefonica estremamente positivi,
c’è in città un malessere molto diffuso
confermato dall’EFFETTO BORDO che, nonostante il
tempo trascorso dall’inizio della
sperimentazione, non accenna a diminuire.
Emilio Ardo
Capogruppo consiliare della Margherita a Legnano |