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2 Mar 2005 |
Eravamo una città |
Porto molto rispetto a un progettista illustre
quale è l'architetto Ranzani, ma come
amministratore di questa città non posso
esimermi dal non condividere molte delle sue
scelte urbanistiche che riguardano Legnano. Così come non posso essere d'accordo sul fatto
che Legnano debba diventare una città creando
un bel centro che parta dalla nuova piazza San
Magno. Legnano è da decenni una città, una
delle più importanti d'Italia; se ora il titolo
di città resta solo nelle parole e non nei fatti
è il caso di riflettere sulle scelte
urbanistiche del piano regolatore, che
favoriscono e avallano il ruolo di Legnano come
dormitorio metropolitano. E' inutile cercare
di ricostruire il ruolo di una città con una
nuova piazza, se poi questa città non ha una
strategia di sviluppo per il futuro. Ai
legnanesi non resta proprio che prendere il
treno dal lunedì al venerdì per recarsi al
lavoro e poi andare al supermercato o in piazza
San Magno il sabato? Le strategie di sviluppo di
una città certamente non si costruiscono in
cinque minuti, bisogna studiarle per anni
investendo tempo e denaro. Attirare abitanti e
clienti a Legnano è una soluzione miope che
prospetta un futuro intriso di pendolarismo.
Siccome non possiamo sperare nel ritorno degli
"eretici del cotone", dobbiamo iniziare a
costruire il futuro del nostro territorio
investendo in una programmazione negoziata e
strategica che veda come protagonisti tutti i
comuni dell'Alto Milanese.Stefano Quaglia
Consigliere comunale del centrosinistra a
Legnano |
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