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Serata dedicata alla selezione
di Miss Muretto Alassio 2005, quella di ieri
sera in piazza del Popolo. Presentate da Dorotea Bollini con l'accompagnamento musicale di Pino
Splendore, su un palco e una passerella montati
per l'occasione, 20 ragazze, dai 14 ai 21 anni,
hanno sfilato più volte, in abito e in costume,
davanti a un pubblico attento e a una giuria
altrettanto attenta (composta per lo più da
cariche istituzionali: un assessore e due
consiglieri comunali). Numerosissimo e variegato il
pubblico, oltre a stampa e fotografi. Alla fine sono state assegnate
otto fasce, o meglio sette fasce per otto
ragazze, poiché il primo posto è stato
attribuito ex-equo a due concorrenti . Che dire? Solito schema di un concorso di
bellezza, con la somministrazione in parti
uguali di piacere, bellezza, musica, costumi da
bagno e soprattutto, giovinezza. Come tutte le cose del mondo
anche Miss Muretto Alassio ha una storia,
storia ormai cinquantenne giacché questa è la
cinquantaduesima edizione, e a chi credeva che tale manifestazione avesse fatto il suo tempo occorre dire che si sbagliava e che anzi
l’età delle concorrenti si è notevolmente
abbassata. Ieri sera infatti, la media era 16/17
anni. A proposito delle concorrenti,
mentre camminavano sulla passerella ho
riflettuto che forse le avevo già incontrate
da qualche parte: sull’autobus, sul treno, al
supermercato; simpatiche, spensierate, piene di
vitalità e di amore – a volte eccessivo – per il
grande e piccolo schermo, come la maggior parte
delle ragazze di oggi, sicuramente le avevo
incontrate. Ma non le avevo notate. Ieri sera invece ero lì, assieme
a cinquecento persone, per vederle sfilare. Ne ho avvicinate alcune.
Emozionate quel tanto che il momento richiedeva,
alla mia domanda: “Cosa ti sembra? Cosa provi?
Cosa ti aspetti?” una di loro ha risposto “E’ un
gioco!” Mi piace pensare che sia così,
anche se temo che non sempre lo è, e che,
anzi, in simili “giochi” qualcuna di loro
investe tutta se stessa e anche più di se
stessa. Qui, forse, in questa
invisibile linea di gioco o non gioco, sta la
differenza.
Basta un’occhiata allo specchio / per credersi
altri ...
Eugenio Montale
Rosa Romano |