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Articolo pubblicato da "L'Informazione" il 24
giugno 2005. Il problema della viabilità
diventa sempre più pressante!
Nella nostra Busto, le auto in coda nel centro
sono all’ordine del giorno.
In periferia, la situazione non è migliore.
il disagio creato dai due tratti di strada più
trafficati nel raggio di parecchi chilometri è
noto a tutti: ci riferiamo a via per Fagnano in
direzione autostrada e al Sempione verso Gallarate.
Il Sempione è impraticabile e si utilizza la
Superstrada di Malpensa, intasandola
ulteriormente. Non parliamo di via per Fagnano
ormai impercorribile. Se le voci in giro sono
vere, a breve la situazione diventerà ancora più
incandescente.
All’uscita dell’autostrada, sorgeranno due
grandi centri commerciali uno tratterà mobili,
un altro, elettrodomestici.
Chi pensa male, ha messo in giro anche un'altra
notizia: nella zona dell’ex Centrale del Latte
sorgerà un albergo e un altro più grande è
previsto in prossimità dell’Iper di Solbiate
Olona
Se questo fosse vero, via per Fagnano sarà
percorribile solo per i proprietari di
elicotteri: tali interventi attirano gente
locale, ma anche chi arriva da lontano.
E tutto questo senza pensare che le vie di
collegamento sono le stesse da decenni, fatto
salvo il ponte costruito sopra l’autostrada per
raggiungere l’Iper di Solbiate.
Nel giro di un paio d’anni, sarà impossibile
uscire al casello autostradale di Busto e converrà utilizzare la Superstrada di Malpensa. Si
allungherà il percorso di un paio di chilometri,
ma si risparmieranno quarti d’ora di colonna.
Tutto questo crea una situazione di estremo
disagio conseguente all’incapacità di chi ci
amministra, di predisporre piani commerciali
studiati con le città confinanti.
Tutti gli insediamenti commerciali sono ubicati
al confine di Busto. Significa che qualche
Comune, per poter avere introiti ed oneri di
urbanizzazione, sta depauperando il proprio
territorio.
Non sappiamo se è un bene o un male costruire
lungo il confine della città. Certo è il disagio
causato ai cittadini che non sono interessati a
tali centri commerciali perché devono solo
raggiungere Gallarate o entrare in autostrada e
subiscono danni enormi in conseguenza di code
che già dal mattino fanno perdere ore di lavoro
a tutti.
La domanda che sorge spontanea è: che fare?
L’unica cosa che si può oggi fare è cercare di
bloccare la situazione impedendo che l’assedio a
Busto continui e si infittisca. Se in futuro
qualcuno dovesse decidere che l’I.V.A. prodotta
deve essere incassata dai Comuni nel cui
territorio è creata (il famoso federalismo
fiscale), Busto si trasformerà in una città
molto povera mentre Castellanza o Solbiate Olona
avranno enormi introiti, grazie agli
insediamenti commerciali che hanno fatto sorgere
nel loro territorio. Una zona dove non si è
ancora pensato ad insediamenti commerciali
esiste ed è via per Samarate, ove si possono
vedere campi di grano che maturano, boschi con
robinie ancora in fiore, aria sicuramente più
respirabile e fortunatamente nessuno ha ancora
posto la propria attenzione su questa zona.
Dobbiamo salvaguardarla, impedendo l’arrivo di
altro cemento selvaggio.
Busto non ha un ampio territorio.
In proporzione ai suoi abitanti è tra le città
con meno territorio pro-capite d’Italia ed è per
questo motivo che è necessario salvaguardare
ogni metro di verde esistente.
Che senso ha salvaguardare il proprio verde,
quando il vicino fa disastri urbanistici? E’ per
questo che da anni sollecitiamo maggiore
collaborazione tra i Comuni, invitandoli a
promuovere una programmazione e uno studio
comune dei Piani Regolatori, del Commercio oltre
ai Piani Urbani del Traffico.
La vecchia idea di costituire la Città dell’Olonia
che comprendeva Legnano, Busto, Castellanza e
Gallarate aveva affascinato i nostri nonni alla
fine degli anni ‘50. Forse dovrebbe incominciare
ad affascinare anche noi che viviamo all’inizio
del terzo millennio.
La lungimiranza politica è quella dote che
permette di affrontare i problemi con soluzioni
concrete prima ancora che i problemi siano
sorti. Un coordinamento sovracomunale è per
persone concrete.
Busto non è mai stata seconda a nessuno e tutti
hanno sempre riconosciuto la sua leadership, che
negli ultimi quindici anni è scomparsa.
I Sindaci delle città limitrofe non guardano più
a Busto come ad un laboratorio politico dal
quale trarre esperienza, ma la considerano solo
un ostacolo al proprio sviluppo.
L’unione dei Comuni della Valle ha permesso la
realizzazione di notevoli infrastrutture,
lasciando fuori Busto; nel campo del sociale
Busto ha voluto fare da sola e i risultati sono
quelli che si vedono. Sotto il profilo della
Giustizia non si è riusciti a coinvolgere
Legnano e il Tribunale di Busto è sempre lì
chiuso in attesa che qualcuno lo inauguri.
L’elenco potrebbe continuare. La tristezza
crescerebbe ancora di più in coloro che tanto
amano la nostra città.
L’augurio è che vi sia un riscatto veloce che
permetta ai nostri concittadini di vivere
meglio, di essere padroni del territorio dove
circolare e non essere suoi prigionieri.
Walter Picco Bellazzi
Presidente della Margherita di Busto Arsizio |