|
D'una città non
godi le sette o le settantasette meraviglie, ma
la risposta che dà a una tua domanda (Italo
Calvino)
A dar retta a Calvino, ieri
16 ottobre 2005, con la consultazione delle
primarie, gli elettori hanno chiesto risposte.
Nessuno si aspettava una
così alta partecipazione, anche se, già dalle
prime ore del mattino, chi, come me era ai
seggi, aveva intuito che ci sarebbe stata
un’altissima e imprevista affluenza.
Forse perché, essendo la
prima esperienza di una consultazione nazionale,
e non avendo termini di paragone, ognuno di noi
ragionevolmente pensava che a votare venissero
solo gli iscritti dei partiti o poco più.
Invece sono arrivate
famiglie, coppie con bambini, giovani e meno
giovani.
E’ arrivata la gente!, la
stessa gente che si incontra ai seggi per
un’elezione istituzionale.
Un’altra positiva
considerazione va fatta sul lavoro svolto.
Ai seggi, istituiti e
organizzati nel rispetto e nella regolarità di
tutte le norme che garantiscono la trasparenza
(esempio non si accettavano votanti privi del
certificato elettorale che comprovasse la loro
appartenenza a quel seggio e/o di un certificato
di riconoscimento), il lavoro è stato molto,
intenso e ininterrotto.
Infatti, per ogni elettore
si è dovuto raccogliere l’iscrizioni al voto,
riportare i dati sul registro dei votanti,
raccogliere, registrare e contabilizzare il
contributo; poi, alla fine della serata, quando
si sono chiusi i seggi e prima di scrutinare le
schede, quadrare (come si fa nelle elezioni
istituzionali) schede, votanti e contributi.
Questo è avvenuto, senza
ausilio di mezzi tecnici e informatici, con
regolarità e nei tempi.
Non voglio dilungarmi, ma
visti i numeri posso dire che l’intera giornata
è stata un successo.
Infatti, se è vero che nei
seggi i presidenti e gli scrutatori erano in
maggior parte persone esperte, e ciò ha reso le
cose più semplici (l’esperienza, nonostante le
modernità e le innovazioni, resta sempre un
ingrediente indispensabile alla riuscita di un
progetto), è altrettanto vero che alla loro
esperienza è corrisposta una grande
disponibilità dei votanti a superare e
accettare qualche attesa e qualche intoppo.
Ne è d’esempio
l’informazione sbagliata sulla collocazione del
seggio 243 (Pascoli - Manzoni) che ha
indirizzato molti votanti in via Girardi anziché
in via Colombes o in qualche caso, la temporanea
mancanza di schede, che ha costretto a qualche
breve attesa.
Segno che in presenza di impegno
e passione, la gente capisce ed accetta.
Rosa Romano |