Un boomerang chiamato monetizzazione

20161227_152254Prendi un isolato tranquillo con un buon equilibrio di spazi. Uno di quelli, tanto per capirci, dove tutti arrivano e possono lasciare l’auto sotto casa senza dover andare a cercare un parcheggio.
Un bel giorno spunta una nuova palazzina, e di conseguenza in quell’isolato arrivano in media due vetture in più per appartamento. E iniziano i problemi: parcheggi che scarseggiano, strade che diventano difficilmente percorribili a causa delle molte auto in sosta ambo i lati.
Il PGT di Legnano detta le regole per il reperimento degli spazi pubblici. In particolare, in ambito residenziale si prescrive che venga creato un posto auto ogni 150 metri quadrati di superficie lorda di pavimento.
Ma non finisce qui: queste aree, quando la cessione “non sia ritenuta opportuna dal Comune”, possono essere monetizzate; ad esempio, invece che realizzare un parcheggio ogni 150 metri quadrati di SLP, si paga una somma al comune. E può anche accadere che a qualcuno venga imposto di realizzare i parcheggi mentre ai vicini venga consentito di monetizzarli.
Un procedimento legittimo quindi, ma che troppo spesso altera pesantemente la vivibilità di alcuni quartieri della città.
Nella fase di adozione della variante del PGT dello scorso mese di ottobre, come gruppo consiliare “Per Legnano” avevo chiesto che gli spazi a parcheggio venissero sempre reperiti in loco in caso di nuove edificazioni, ma la proposta fu bocciata da quelle stesse forze politiche che la avallarono 5 anni prima quando si trovavano all’opposizione.
Un’occasione persa per contribuire a mantenere la vivibilità di Legnano.

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